Bite


Sudore stretto nella pelle come bagliori di ieri biunivoci.

Vento torrido in accelerazione sistolica,

Scompensi, ritorni, rapporti di compressione starati,

Glicine onniscente nei seni frontali,

Coppie di canidi urlanti sotto le terga, aldilà del muro, nella mia mente.

Moniti ed elogi ai sazi d’amore,

Scelte ulcerate, iridi fratturati,

Standby

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Blue September

Vedo il blu di settembre nel riverbero di mattine terse quando vagando sento il vento del nord, frizzante d’autunno, galopparmi sul colore della pelle antica di linfa, riducendola pulviscolo…depurandomi con candore, scurendomi i capelli dolci di corteccia d’abete.
Vedo il blu di settembre quando ammiro il riflesso del fuoco crepuscolare fare capolino tra la cornice silenziosa della strada, nell’acqua che scorre sotto il ponte d’ossa arcigne della vita.
Vedo il blu nelle notti elettriche di settembre quando da sotto un cappuccio di ricordi i miei occhi scostano nuvole di passato per unire pensieri stellati con le dita del pensiero.

Dream Is Collapsing

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Già due anni dalla caduta, dal momento in cui il sangue ha smesso di fluire nel corpo e nella mente, come di fronte ad un aneurisma mi ritrovai paralizzato, sporco dalle ceneri di ciò che si è polverizzato…ho pianto fino a carbonizzarmi gli occhi nella convinzione che lacrime salate potessero far nascere nuovamente un fiore dal deserto, l’unica difesa dei miei occhi sul mondo.

Due anni passati a ritrovare ciò che ero prima della fine, alla ricerca dell’ essenza perduta tra qualche capello grigio e qualche ruga di vita vissuta in più, segni dell’esistenza, cicatrici dell’anima.

Ci sono cose che nella vita, che si voglia o meno, lacerando lasciano il segno per sempre. …tanto desiderosi di ricevere amore quanto in collera per averne ricevuto, una sottile linea divide queste concezioni.

Due anni correndo su un motocicletta in cerca di un’adrenalina coadiuvante, morfina per sinapsi in attrito, correre, viaggiare, aprirle il cuore per rinforzarlo affinchè riesca a battere per entrambe.

“It’s better in the wind”…scatterò una foto dei campi, dei monti, dei laghi, dei mari che incontrerò errando, con lo sguardo vuotato da un cervello spento, stanco di combattere, stanco di soffrire, necessitante di quel poco di ossigeno portato dalla velocità del suono.

Per questo corro alla ricerca di nuovi sorrisi, nuove storie, nuove esperienze che mi facciano ricordare quanto la mia vita abbia senso di essere vissuta.

Forse….corro per non affezionarmi troppo o per paura di poter annoiare le persone che incontrano la mia voce.

Due anni passati cercando di evitare il tuo sguardo…animato da un profondo e concerogeno rancore tempestato dalla paura di poter essere ferito da due pupille.

Centinaia di giorni nei quali pian piano il tuo pensiero mollava la presa ma…sempre comunque presente…una volta al giorno…

Cammino su lastre di ghiaccio troppo sottili per non vederti insieme a lui, nuovamente scaldata nelle notti d’inverno, nuovamente sudata nei pomeriggi d’estate mentre una luce filtra dalle persiane socchiuse, nuovamente accarezzata da un vento che disegna un sorriso sul tuo viso.

Chi lo sa cosa ho detto al mio demone nelle interminabili notti senza luna, quando la luce di un sole nero ti tiene sveglio…difendendoti dalla paura di sognare ancora.

Con il tempo non smisi di sognarla ma…smisi definitivamente di abbandonare la mia mente al mondo onirico, in stasi tra due impulsi come un automa…soltanto ingranaggi lubrificati da plasma vermiglio diluito dalla bile, in preda a sobbalzi elettrici.

Fino…all’altra notte…

Quando ti ho rivisto per caso…non ho potuto evitarti nuovamente…mi sono ritrovato al muro e nonostante volessi sfuggire la tua voce mi ha sparato alle gambe…mi sono arreso.

Abbiamo chiaccherato un po’…ti ho vista diversa…inizialmente un misto di emozione nello sguardo ma poi una sensazione strana mi ha pervaso.

Mi sembravi stufa stanca, ancora più magra…mi chiedo se la vita che conduci oltre al lavoro ti appaghi nel profondo o meno…non ne hai parlato…l’ho solo visto oppure immaginato.

Di sicuro quella ragazzina di 17 anni con l’apparecchio è ormai lontana…così come quella giovane donna di 21 vogliosa di intraprendere il suo percorso esistenziale.

Se mi avessi conosciuto in un altro momento o forse…se non mi avessi mai conosciuto…

Chissà se il mio ricordo rimarrà…quanto importante sono stato……chissà se mi pensi ogni tanto…

Tutte correnti aride in un’atmosfera radioattiva.

Sei sempre stata una ragazza terrorizzata di rimanere sola…forse per questo hai sempre cercato di non ritrovarti mai in questa situazione dal punto di vista sentimentale…a differenza mia.

Forse non scoprirai mai cosa significhi convivere con se stessi ed imparare ad amarsi e conoscersi perchè….questo si rende possibile solo nella solitudine.

Ho saputo della perdita della tua adorata nonna…colei che ti ha cresciuto…ma davanti ad una serata “di stacco” non ho avuto cuore di parlartene.

Non ho mai saputo se credere al caso o meno…ci sono sempre troppe variabili interpretative ma devo dire che l’altra notte è stata come premonitrice.

Poco prima di addormentarmi ho guardato il soffitto della mia stanza riferendomi a tua nonna ed…a bassa voce…ho sussurrato: “proteggila”….nonostante tutto…nonostante il dolore.

Certe mancanze non possono essere colmabili…

Caduto in trance…ti ho sognato…ci ho sognati nuovamente insieme…una sorta di inception del mio subconscio.

Il giorno dopo ti ho scorto in quell’angolo dalla luce soffusa….

Stanotte ho sognato di andare in galera per 7 anni….cosa significherà?

So solo una cosa…probabilmente a differenza tua….non ho mai smesso di amarti nonostante ti odiassi.

Inconsapevole del fatto che all’interno del tuo bagaglio c’è ancora un cuore in necrosi che non ha mai smesso di pulsare cammini con un celato fardello.

Ero…sono diventato…mi sono perso…sono morto…e dalle ceneri sono risorto.

Westwood Place

Serrando gli occhi sotto questa pungente pioggia di fine inverno, inizio a sentire un vento tiepido in lontananza……mi desto…rendendomi conto che nonostante questo sto tentando di accendere un fuoco per scaldarmi…nonostante non senta più freddo…nonostante non sia più necessario…nonostante la legna sia umida…ma forse sperando ancora in un’ultima fredda giornata che me ne faccia sentire il calore in questo bosco dell’ovest.

…Capitolo 1

Un giorno ti specchi vedendo il riflesso di una vita che inizia a far sentire la sua scorza ruvida, coriacea…non più morbida e sottile innocenza..così pura e così fragile alle intemperie dell’esistenza.
Ho imparato a vivere tra fango e macerie mentre pioggia e vento gelido mi sferzano il viso, ho imparato a proiettarmi verso l’alto della vertigine, ho scoperto l’umiltà nella polvere, ho alimentato i resti del mio cuore con sorrisi annaspati fuori da mari di ipocrisia e volatilità..quando anche solo un cenno di una persona che pur nell’odio del mondo riesce ancora a sognare, ti fa rialzare come un vecchio cane che ancora non vuol mollare, ho scoperto la mancanza della terra sotto piedi pieni di schegge, ho sperimentato la voglia di non esistere più, ho pensato a cosa avrei potuto lasciare nell’animo di quella piccola parte del mio mondo, ho visto l’ombra di un figlio mai esistito, ho pianto fino a scavarmi le carni, ho strappato lembi di pelle bruciata dal rancore altrui, ho passato una notte di Natale in un campo inzuppo fino ai piedi e completamente abbandonato, ho perso parte dell’udito in una bara d’acciaio, ho sperimentato che non bisogna mai sfidare il mare perchè non ti permette di respirare a tuo piacimento, ho sentito la forza della montagna nel mio sudore e nella mia paura, ho visto il sole salutarmi arrossendo dolcemente, ho visto..to be continued

Lonely Walker

20121104-135417.jpgForse è questa la via del mio destino..che erri su strade dissestate..tra pietre, pozzanghere, vipere arroganti, false chiromanti, troie come amanti, sinistri avventori, futili ed effimeri sorrisi, abbracci di unghie ed alla fine del sentiero davanti ad uno specchio scattare una foto al mio..al tuo..al nostro riflesso..mio demone.